Appunti universitari

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Sulla crisi economica: il parere di Dominick Salvatore

In un interessante passaggio, Dominick Salvatore sostiene che il capitalismo ha bisogno di regole.

PS: se non conosci Dominick Salvatore, fidati: è uno che un pochettino “la sa”.

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Nuove strade

Appunti

Dopo un paio di anni passati su Blogger, ottima piattaforma per iniziare a bloggare, voglio cambiare rotta.

Provo, quindi, wordpress. E lo faccio utilizzando il mio nome, la mia faccia.

Un nuovo dominio arriverà e di tutti i miei vecchi post (che rimangono comunque su web20era.blogspot.com) terrò solo quelli “migliori”, che ritengo adatti a questo blog.

Appunti Universitari. Questo è il titolo del blog, che cambierò a breve. E’ un titolo provvisorio, e per questo è come un quaderno per gli appunti, un blocco su cui scrivere un pò di tutto, contrariamente a quanto insegnano i mantra del posizionamento nei motori di ricerca e sulla long tail.

In effetti non scriverò un pò di tutto. Io studio marketing e voglio scrivere di questo. Ho una profonda passione per il web e voglio scrivere di questo. Amo l’economia e voglio scrivere di questo. E di diverse cose.

Insomma, se uno ha qualcosa da dire, è giusto che la dica.

Se scriverò post spazzatura, sarò felice che mi venga fatto notare, così come se scriverò qualcosa di intelligente sarò altrettanto felice di approfondire il discorso con chi vorrà buttare un occhio a questo blog.

E allora proviamoci. ;-)

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Facebook prophecy – La profezia sul modello di business del social network “fenomeno”

Oggi leggo questo post da google reader che porta a questa notizia.


Cito:

Facebook is planning to exploit the vast amount of personal information it holds on its 150m members by creating one of the world’s largest market research databases. Facebook’s presence at the economic and business summit (a Davos, nrd) is a radical image change for the social network, which is stereotyped as a website used by students or schoolchildren. It now promotes Facebook users as “serious and insightful” adults in an attempt to advertise its members as a useful demographic for marketers. Marketing experts have said the vast amount of personal information Facebook holds, together with the loyalty of its users, could be worth “untold millions” to companies engaged in market research. 

Fonte e foto



E poi ricordo di aver scritto qui quello che pensavo avrebbe fatto FB:


… Facebook mette a disposizione dei propri inserzionisti utenti che si autoprofilano con dati socio-demografici, interessi, hobby, studi, lavoro. Ogni utente inserisce i propri dati all’interno dei server di FB, dati veri, che corrispondono alla realtà dei fatti. Insomma, tutto quello che potrebbe desiderare un Marketing Manager per il proprio business, no? =) Tanto più se aggiungiamo che a queste informazioni non sono associati strani e fantomatici nick, ma a nomi e cognomi reali di persone altrettanto reali.

Ed ora (una battuta ironica al 101%…!) Non chiamatemi il “Maometto di Facebook” :)

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Il marketing di ieri e il marketing di oggi in 3 minuti

Come è cambiato il marketing e l’approccio dei consumatori tra il marketing del passato e il marketing odierno?

Se lo è chiesto un’agenzia tedesca, la Scholz & Friends, producendo un video interessante:

L’ho segnalato anche a un paio di professori della Facoltà di Economia di Parma (Sezione Marketing), per sapere che ne pensano.
Sinceramente, mi pare fatto abbastanza bene (il giudizio è a livello di contenuti, ovviamente), e anche penso abbia centrato un’importante questione, ovvero il mouth to mouth 2.0, se vogliamo chiamarlo così per abusare di un termine fin troppo utilizzato (meglio “Mouth to Mouths” – e sottolineo la s del plurale).
Unica osservazione “critica”, a riguardo, è quella che il video ha una caratterizzazione molto pro “social marketing”, tralasciando in secondo piano, magari, altre discipline, come lo “shopper marketing” che sta acquisendo importanza crescente (all’interno della GDO, i supermercati e i superstore del video in questione) nelle strategie di marketing industriali.

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Il misterioso complesso d’inferiorità degli Apple & Mac User

Disclaimer: scrivo da macbook, e sono mac user. ;o)

Senza tirarla troppo per le lunghe, voglio fare un piccolo “sfogo”: basta, non ne posso più di leggere blog che dovrebbero essere “seri” che cercano di dimostrare in ogni modo la superiorità di Apple e di OS X.

Un esempio? Leggi qui: The Apple Lounge.

Io ho provato Windows 7 e devo dire che è migliore rispetto al suo “papà”, il tanto discusso Vista.
Si avvia più velocemente, è più leggero, ha diverse funzioni, ha disponibile la suite “Live Essential” che su mac mi manca molto (si, bello Adium, però Messenger:- e Live Writer mi manca tantissimo per bloggare).
Per diverse cose, non ho problemi ad ammetterlo, mi trovo meglio su OS X. Diversamente dalla maggioranza degli Apple User, però, non vado a predicare il Vangelo Apple a tutti coloro che hanno Windows. E nemmeno disprezzo questo sistema operativo (e perchè dovrei?).

Poi, mi fa ridere leggere notizie come queste, dove si deride la vulnerabilità di Windows e si lascia sottintendere che con mac le cose andrebbero diversamente, quando la stessa Apple consiglia Antivirus da installare sul proprio mac per essere sicuri al 100% (bestemmia!!).

Dalle parole di Bill Evans, portavoce di Apple:

Il portavoce di Apple, Bill Evans ha dichiarato che per errore la nota è stata pubblicata senza essere controllata ne approvata. Quindi al momento l’annotazione è stata rimossa per essere esaminata e sistemata per bene. Bill Evans comunque precisa che Mac OS X è un sistema creato per fornite un buon livello di protezione, ma visto che nessun sistema è protetto al 100 % raccomanda di usare un Antivirus per avere una protezione extra.

Quindi, cari amici Mac User, un pò più di “umiltè”, come diceva Crozza imitando Arrigo Sacchi.
Vi spiacerà ammetterlo, ma nessuno è perfetto.

:)

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Mi compro un nuovo cellulare: ma quanto costa l’eco contributo RAEE?

Preso dall’annosa questione di “quale nuovo cellulare mi compro?” sto girando un pò di siti di specialisti dell’elettronica di consumo. Mediaworld, Comet, Unieuro.
In tutti i cellulari è compreso l’Eco Contributo RAEE.

Cos’è? Leggi cosa dice Wikipedia.

Per sapere a quanto ammonta il contributo, dice il sito di Comet, bisogna andare sul sito www.ecocontributoraee.it .

Perfetto, mi collego ed ecco l’unica cosa che è possibile leggere:

Bad Request (Invalid Hostname)

Abbastanza fastidiosa come cosa (ehi, lo so che sono un consumatore stronzo ed esigente), e nonostante sia perfettamente d’accordo con lo spirito della normativa (“Chi inquina paga”), mi piacerebbe sapere quali sono i prodotti su cui il contributo è più pesante, per dirigermi su quelli meno inquinanti e a miglior rapporto qualità/prezzo (value for money).

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Se pagherei per usare Facebook?

Approfondirò meglio l’argomento, ma a “caldo” risponderei “Si” con 3 condizioni ferme:

  • I miei dati, privati e non, per loschi fini markettari non li usa proprio nessuno.
  • Il modello deve essere di tipo “Freemium” (assicura una certa utenza, che è il motivo per usare FB).
  • Il prezzo deve essere ragionevole (non devo certo pagare l’account premium a rate).
Chissà chi pagherebbe per avere dei servizi premium su Facebook, come la possibilità di caricare illimitate foto, di creare più di X gruppi, caricare più di Y video, più lunghi o con qualità migliore, ecc ecc.
Domande molto, molto interessanti. Ma ancora di più lo dovrebbero essere le eventuali risposte degli utenti.
Mi piacerebbe proprio sapere se un sondaggio da parte di FB è girato, in Italia o all’estero, su questi temi…

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La mia riflessione sul marketing

Dopo un paio d’anni e più a spulciare la rete sul marketing, dopo una laurea in Economia e Marketing, dopo una tesi sulla Long Tail, dopo aver spulciato centinaia di blog italiani (of course), dopo aver selezionato nel mio Google Reader i blog che penso meritino di poter parlare di marketing applicato (e non) alla rete, dopo aver partecipato a convegni, seminari, incontri a tema, ho formulato una riflessione che riassumo in 2 affermazioni:

  • Tutti sono esperti di Marketing sul web.
  • Internet o Web Marketing = SEO/SEM.

Fosse così la realtà delle cose, sarebbe una situazione molto triste e priva di stimoli.
In realtà parlare di Web Marketing vuol dire discutere di argomenti molto più ampli dei “semplici” SEO/SEM (per quanto siano importanti, s’intende).

La competenza nel campo del marketing applicato ad internet è in realtà limitata. Pochi sono i blog o i siti che davvero penso parlino di marketing.
Non mi ci metto certo io, premetto, vista la mia inesperienza e tutta la strada che ho davanti a me ancora da percorrere.

Però la realtà che vedono i miei occhi è diversa.

Il Marketing manovra infatti 4 leve:

  • Prezzo
  • Promozione/Pubblicità
  • Prodotto
  • Placement (Distribuzione)

Parlare di SEO e SEM significa parlare di sotto leve della Promozione (intesa in senso ampio).

E parlare di SEM e SEO è abbastanza facile, come lo è parlare di tante cose, dopotutto.
Si restringe quello che è il marketing online alla manovra di una sola leva e di un paio di sottoleve, come se tutto fosse fatto.

Credo invece che una buona strategia di marketing (web e non) vada pensata a partire dal Prodotto (inteso come output materiale o immateriale offerto al potenziale cliente).

  • Cosa differenzia il mio prodotto dai competitors?
  • Quali sono i punti di forza dei prodotti dei competitors?
  • Come posso differenziare il mio prodotto dai concorrenti? E loro cosa fanno?
  • Quanto investo in R&D? E i miei concorrenti?

Ragionando sul prodotto si può poi definire il Prezzo, con i diversi metodi a disposizione per farlo (ad esempio, prezzo target), preventivando anche i costi del budget di marketing per Promozione e Distribuzione.

  • Quali sono i miei costi?
  • Quali sono i miei costi fissi?
  • Quali sono i miei costi variabili?
  • Qual è il punto di break even?
  • Quali economie di scala posso più facilmente raggiungere?
  • Quanto costa la qualità? E quanto rende?

Successivamente a questo, dovrei chiedermi: come distribuisco il mio prodotto? E poi: come faccio a farlo conoscere?

E si manovra la Promozione.

  • Come faccio a fare conoscere il mio prodotto?
  • Come comunico la differenza?
  • Quale messaggio voglio che si associato al mio prodotto?
  • Come faccio a convincere il consumatore a provarlo?
  • Come inizio la conversazione?
  • Quale tipo di promozione si adatta di più al mio prodotto? 

E quando il consumatore conosce il prodotto, questo deve essere trovato nei luoghi in cui il consumatore va, online e offline.
Si va a manovrare quindi la leva della Distribuzione.

  • Dove va il consumatore?
  • Quali luoghi frequenta?
  • Dove preferisce acquistare il mio prodotto?
  • Quali canali crescono e quali perdono?
  • Il Distributore ha un forte o un debole potere contrattuale? E nei confronti dei concorrenti?

Il SEO/SEM è una sottoleva della promozione, che per quanto importante non può sostituirsi al marketing o essere considerata tale.

Chi non è d’accordo… Alzi la mano. :)

Voi che impressione avete del marketing online?

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I 10 prodotti più amati su Facebook

Bello Facebook.
Ci sono tante funzioni in quello che sta diventando il fenomeno del 2008 italiano (e probabilmente anche 2009).
Su Facebook non ci sono solo foto, profili e video di amici.
Ci sono anche cosette interessanti (per chi fa Marketing). Ci sono classifiche.
Allora per caso, sono capito nella pagina di FB dove si vede una speciale classifica:

1. Coca Cola – 1.556.021 fan
2. Facebook – 1.368.743 fan
3. Nutella – 1.361.907 fan
4. Windows Live Messenger – 1.326.490 fan
5. Kinder Surprise – 1.231.657 fan
6. YouTube – 1.217.850 fan
7. Pringles – 1.014.462 fan
8. Converse ALL STAR – 862.323 fan
9. Ferrero Rocher – 853.892 fan
10. Victoria’s Secret PINK – 831.793 fan

NB Ho rimosso “pizza” e “cioccolato” in quanto prodotti generici e senza alcun brand.

L’unica azienda italiana presente è Ferrero, con ben 3 prodotti.
Il primo, neanche a dirlo, Nutella. A ruota Kinder Sorpresa e i Rocher. Credo che la classifica dei brand su FB sia molto interessante… In particolare perchè evidenzia che anche imprese che operano nel settore del Largo Consumo Confezionato (LCC) possano acquisire grande popolarità sui social network vivendo grazie alla rendita del proprio brand.

Ed ora, immaginiamoci che la pagina dei fan di Nutella fosse in mano al Product Manager di Nutella della Ferrero. Quasi 1.400.000 contatti diretti e senza intermediari (oh, FB escluso ovviamente :D ), con cui coltivare i propri fedeli consumatori.

Lo stesso vale per le altre aziende e brand presenti.

Capito perchè facebook è forte? :)


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Cosa vuol dire parlare di nuovi media?


La tv è vecchia (nonostante abbia ancora un peso grandissimo).
Facebook (per dire YouTube, MySpace, eccetera) è il nuovo.

Un mio professore insegna che per essere buoni marketing manager, “bisogna saper cogliere i segnali deboli”. E se lo dice lui, io mi fido.

Interessante l’immagine, vero?


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